Dott.ssa Brunetti Michela

Intervista alla dott.ssa Michela Brunetti, psicologa ed esperta in Ipnosi, nata a Parma nel dicembre del 1981 ma cresciuta e laureata a Roma.

 

Dopo il diploma al Liceo Classico hai scelto di scriverti alla facoltà di Psicologia, come mai?

 

In realtà, una volta diplomata, mi sono iscritta a Giurisprudenza. Avevo iniziato alla grande e mio padre era contentissimo! Sentivo però di aver commesso un errore, di non aver scelto la strada giusta. In quel periodo facevo volontariato all’AIL, l’Associazione Italiana contro le Leucemie, in cui svolgevo compiti differenti, dall’assegnazione del numeretto e la distribuzione di cerotti, alla condivisione silenziosa della sofferenza: ma era quando stavo a contatto con il paziente, quando mi rendevo utile non solo materialmente, ma anche umanamente, che mi sentivo bene, mi sentivo al mio posto. È anche grazie a questa esperienza, alle persone che ho conosciuto, che ho cambiato strada.

In realtà, fin da bambina ho sviluppato una curiosità particolare nei confronti delle persone; essendo piuttosto timida ho imparato più ad ascoltare che a raccontare e poi, in seguito, a lavorare su me stessa e a trasformare questo aspetto del mio carattere in una risorsa.

 

   Hai dunque fatto su te stessa un intervento psicologico?

 

 

Esatto. Purtoppo, quando ero adolescente, non usava molto andare dallo psicologo, o comunque si teneva nascosto: era considerato da “matti” o da “deboli”…che peccato! Tuttavia, ci furono delle persone chiave nella mia crescita, tre professori del liceo, che la influenzarono e che contribuirono a farmi diventare la professionista di oggi: erano due psicologi e un filosofo. Quest’ultimo mi regalò il mio primo libro di Freud quando avevo sedici anni.

Adoravo le loro lezioni: adoravo le chiavi di lettura che ci proponevano, adoravo la cura, la pazienza, l’entusiasmo e l’interesse che avevano non solo nella materia che insegnavano, ma anche per quel gruppo di ragazzini annoiati che si trovavano di fronte…e che poco alla volta sono riusciti a conquistare. Dal rapporto e dal confronto con loro ne siamo usciti arricchiti, sia a livello scolastico che a livello umano. Siamo stati molto fortunati.

Oggi le cose sono cambiate e andare dallo psicologo è diventato piuttosto comune, motivo per il quale lavoro molto con gli adolescenti e con i giovani adulti, consapevole delle potenzialità e della ricchezza interiore di ognuno di loro, che ogni tanto però necessitano di una “scossa” e di essere ben indirizzate.

 

E da dove nasce l’interesse particolare per l’Ipnosi?

 

Anche per questo devo fare un bel salto indietro! Sempre da bambina ero una grande appassionata di nuoto e mi ero resa conto che, durante le gare di stile libero, una respirazione frequente mi faceva perdere tempo prezioso; certo, non potevo smettere di respirare, ovviamente, ma potevo ridurre l’emersione semplicemente rilassandomi. La tensione della gara, infatti, mi faceva battere ancora di più il cuore, quindi respiravo con più affanno: dovevo rilassarmi pur rimandendo concentrata.

Ho scoperto così che la nostra mente è meravigliosa e in grado di fare cose grandiose!

Ho scoperto, suonando uno strumento, che concentrandomi su una melodia, cantandola nella mia mente, la nota veniva fuori intonata.

Ho scoperto che, pur immersa nei miei pensieri, ho guidato verso casa rispettando il codice stradale, poiché una parte della mia mente era concentrata anche sulla guida.

Ho scoperto che, giocando ad un videogioco appassionante, non sentivo il dolore di un piccolo intervento.

Ecco, questa è l’ipnosi e l’auto-ipnosi.

E questo è ciò che insegno ai miei pazienti, soprattutto quando si tratta del dolore: la nostra mente può distaccarsi, pur rimanendo sempre e assolutamente cosciente. Sembra quasi una magia, ma in realtà è un processo naturale e fisiologico che sperimentiamo quotidianamente. Io aiuto solo a sfruttarlo e ad indirizzarlo.

 

 

E come si inserisce questo nel contesto odontoiatrico?

 

Andare dal dentista fa ancora oggi molta paura, soprattutto agli adulti! Memori di strumenti dolorosi e ormai obsoleti, arrivano dal dentista traumatizzati. Questa paura è talmente diffusa che è stata riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e chi la prova rimandarerà continuamente le cure, aggrappandosi a terapie farmacologiche (antibiotici e antidolorifici) che nascondono il problema senza risolverlo e addirittura peggiorandolo.

Ci sono anche pazienti che riescono a recarsi dal dentista, ma vivono i giorni e i momenti prima dell’intervento in modo terribile!

Ecco, io lavoro con queste due categorie di pazienti, ai quali insegno a gestire l’ansia ed il fastidio post-operatorio.

Ovviamente, l’ausilio dell’ipnosi è affiancato dall’analgesia farmacologica.

 

Quali categorie di pazienti sono più adatte all’ipnosi?

 

Adulti e bambini, non esiste una categoria adatta! Qualunque persona può imparare ed utilizzare questa tecnica, l’importante è che sia motivata e fiduciosa nei confronti delle proprie capacità e di quelle del professionista. La peculiarità, a mio avviso, più rilevante dell’Ipnoterapia è che è strettamente personale, legata alle caratteristiche particolari di ogni individuo e cambia dunque da persona a persona.

 

Ma si perde coscienza?

 

Assolutamente no.

Il mito della trance sonnambulica durante la quale il paziente perde completamente le proprie facoltà intellettive, motorie e morali è assolutamente infondato, per fortuna!

Nessuna persona ha questo potere, soprattutto in un contesto clinico. È infatti importante che il terapeuta ipnotista sia esperto e certificato (iscritto all’albo degli Psicologi o dei Medici ed infine abilitato all’utilizzo dell’Ipnoterapia), anche se, poi, il grosso del lavoro lo fa il paziente stesso, che ha in mano le chiavi di accesso alle proprie risorse e al proprio benessere, anche se a volte non sa come utilizzarle. Per questo, quindi, ci sono io.

 

 

 

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